Cookie Policy September 2021 » Eleonora Monico
Listening – È un po’ come andare in palestra

Listening – È un po’ come andare in palestra

La bestia nera. Il terrore di tutti, quell’abilità che spesso sabotiamo. Come si fa a migliorare e a placare la tachicardia che ci prende ogni volta che dobbiamo ascoltare qualcuno (e magari rispondere)?

Mettiamola così.

Decidi di iscriverti in palestra per dimagrire e definire la tua silhouette.

Ti presenti in palestra il primo giorno, fai una gran fatica, stabilisci dove sono i tuoi limiti, sudi e ti impegni. Quando arrivi a casa ti provi quei bei pantaloni che sogni di indossare di nuovo ma…niente, non ti entrano!

Sei stupito? Per niente immagino. Il giorno dopo ti ripresenti in palestra, ripeti il tuo programma, fai la stessa fatica e nemmeno un addominale in più. Tutto normale.

Il terzo giorno, il quarto, una settimana di impegno costante e guarda un po’….hai fatto una serie in più senza morire. Vedi un progresso, seppur minimo, e ti ringalluzzisci. Continui ad impegnarti e un mese dopo il tuo programma è cambiato, fai qualche serie in più, hai aumentato la difficoltà, anche se ogni tanto la stanchezza della giornata di lavoro o le preoccupazioni ti fanno un piccolo sgambetto. Decidi allora di riprovarci, prendi i tuoi cari pantaloni e..ancora non ti entrano a dovere, ma…va già meglio della volta scorsa, non si allacciano ma salgono fino in cima!

Quindi, cosa devi fare? Con impegno e costanza, ANDARE AVANTI!

Ecco con le lingue in generale, ma soprattutto con il listening il processo è esattamente lo stesso. Non puoi aspettarti di cliccare play, guardare un video e miracolosamente capire tutto solo perché hai deciso di impegnarti. Non accadrà, nemmeno domani e neanche tra 1 mese se non ti applichi poco ma spesso. Il trucco è allenare le orecchie. Oggi, domani, dopodomani ecc…..vedrai che a fine mese già noterai la differenza. Il suono non sembrerà un continuum senza senso, ma inizierai a distinguere per bene le singole parole. Poi ne coglierai il significato sempre meglio. Aumenterai la velocità o cambierai accento e riuscirai comunque a comprendere.

Indubbiamente è un processo che richiede il suo tempo, ma come la corsa, con la costanza, i risultati non tarderanno a farsi vedere.

Quanto tempo ci vuole per imparare una lingua?

Quanto tempo ci vuole per imparare una lingua?

La domanda da un milione di dollari!

Forse una delle più comuni, a volte declinata in “quanto tempo ci vuole ad arrivare al livello X?”

La risposta, ora più che mai, è “Dipende”. Ci sono tantissimi fattori che influenzano l’apprendimento di una lingua e non può esistere un’unità di misura standard.

Sicuramente la prima discriminante sono l’impegno e la motivazione. In assenza di questi due elementi l’apprendimento sarà certamente lento e faticoso.

Poi abbiamo il tempo a disposizione, la frequenza e lo studio insieme E in autonomia. Non è un mistero, l’80% del lavoro è sulle spalle del corsista. L’insegnante spiega, stimola, suggerisce, fornisce gli strumenti necessari e accompagna nel percorso che il corsista affronta, ma il “lavoro sporco” di studio, uso e memorizzazione è dello studente.

A ciò si aggiungono le attitudini personali. Chi è più predisposto allo studio delle lingue o ha delle solide basi o un background di un certo tipo o usa le lingue quotidianamente, potrebbe essere più favorito rispetto a chi magari non ha mai studiato quella data lingua, o nessuna, o magari non è proprio portato. E ancora, chi è timido e introverso, rispetto a chi si butta e tenta senza paura e vergogna.

Potrei andare avanti ancora, troppi sono i fattori che influiscono.
Il trucco è: fermarsi, riflettere su se stessi e sulle proprie necessità, per poi definire l’obiettivo realizzabile da raggiungere. A questo punto, considerando i diversi fattori si creerà il percorso ad hoc che ti porterà al tuo traguardo.

Se vuoi approfondire puoi leggere anche: Cosa serve per iniziare un corso di lingua.

Come si organizza un corso di lingue in azienda?

Come si organizza un corso di lingue in azienda?

In questo articolo desidero spiegare, in modo chiaro e semplice, come si organizza un corso di inglese o spagnolo in azienda. I passaggi sono piuttosto semplici, e per la maggior parte, me ne occupo io.

Le lingue sono ormai un requisito imprescindibile se ci si vuole mantenere competitivi ed efficienti in un mondo internazionale, se si desidera mostrare un’immagine aziendale fresca e se si mira a migliorare la produttività e l’organizzazione interna.

E-mail commerciali, documenti, telefonate, meeting e presentazioni, soprattutto in inglese, sono all’ordine del giorno, ma non tutti hanno, a loro tempo, sviluppato le competenze necessarie.

Ecco quindi come io posso esserti utile.

Step 1 – primo contatto

Dopo essersi messi in contatto con me, all’azienda verrà richiesto quali sono gli obiettivi e le motivazioni di questa decisione, il tempo a disposizione e le principali esigenze logistiche e didattiche (indicazioni generali del tipo di corso, luogo, materiali, spazi, frequenza, eventuali corsi finanziati ecc…)

Step 2 – test preliminare

Una volta chiarita quelle che sarà la nostra direzione, verrà effettuato il test preliminare ai corsisti per individuare il livello di conoscenza della lingua, i principali tratti caratteriali e poter così poi definire eventuali gruppi o comunque un percorso adatto al raggiungimento degli obiettivi desiderati.

Si tratta di un questionario scritto e un breve colloquio orale in lingua (in sede od online).

Step 3 – organizzazione dei gruppi e budget

A questo punto, io avrò tutte le informazioni necessarie per la formulazione di un programma ad hoc e la suddivisione di gruppi omogenei. Il materiale didattico è mirato in base alla situazione aziendale e alla localizzazione del corso (in sede od online).

Provvederò alla stipula dei preventivi con tutti i dettagli, che saranno sottoposti all’azienda.

Step 4 – svolgimento del corso

All’accettazione del preventivo si procede all’avvio dei corsi sulla base delle modalità concordate.
Durante lo svolgimento del corso sono previsti report intermedi di follow-up per l’azienda, che permettono di monitorare l’avanzamento del corso, le presenze e l’impegno, sia dell’insegnante che dei corsisti.

Al termine del corso verrà effettuato un test di livello e verrà rilasciato un report finale.

Organizzazione, serietà e rispetto sono caratteristiche fondamentali per una valida collaborazione, oltre alla flessibilità e alla comunicazione diretta che può offrire la scelta di una libera professionista.

Corsi di lingue: perché è meglio scegliere un(a) freelance?

Corsi di lingue: perché è meglio scegliere un(a) freelance?

Istintivamente (forse) si tende a pensare che affidarsi a grandi nomi o scuole affermate sia garanzia di successo, ma ci sono anche molti liberi professionisti che svolgono il proprio lavoro con passione e professionalità pronti a offrire quegli stessi servizi in modo magari ancor più adatto alle vostre esigenze.

Partendo dal presupposto che si parli di professionisti competenti, e ormai lo si può verificare online mediante il sito web, le recensioni e le opinioni ecc, vediamo quali sono i vantaggi di cui potete beneficiare:

Contatto diretto – Fin dal primo momento si entra in contatto con la persona che fisicamente si occuperà di voi e del vostro corso dall’inizio alla fine, senza alcuna mediazione. Dal primo contatto fino al termine del corso la persona di riferimento è sempre e solo una, informata su ogni aspetto e necessità.  


Flessibilità – Affidandovi a un(a) professionista individuale, si gode di maggiore flessibilità e personalizzazione dei corsi. Non ci sono rigidi protocolli da seguire, mille regole da rispettare. Il buonsenso e il rispetto del lavoro reciproco sono alla base del rapporto che si vuole creare per collaborare sempre serenamente e nel rispetto delle reciproche necessità e imprevisti.


Un rapporto più umano – Non si ha a che fare con una struttura, ma con una persona che sia con l’azienda, che con i corsisti instaura un rapporto di fiducia e stima reciproca e mira a essere un supporto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Dal punto di vista aziendale è utile per garantire la validità dell’investimento e l’impegno professionale, mentre dal punto di vista dei corsisti permette di eliminare le barriere e creare un ambiente comodo e privo di giudizio in cui potersi davvero mettere in gioco e migliorare.

I fondi sono un’opzione possibile – Anche affidandosi a un(a) freelance è possibile avere accesso ai fondi per la formazione aziendale.

I miei valori

I miei corsi sono seri ma mai seriosi, credo fermamente che professionalità e funzionalità non siano sinonimi di rigidità e noia. Bisogna aprire la mente, rilassarsi e considerare anche i propri interessi per arrivare a un coinvolgimento tale per cui l’apprendimento diventa più rapido ed efficace, oltre che piacevole. Le emozioni fissano i ricordi e una bella risata può essere uno strumento per memorizzare una regola o un’espressione particolare.

Io scelgo aziende medio-piccole per poter offrire corsi unici e su misura che mirino al raggiungimento degli obiettivi utilizzando il metodo pratico-comunicativo. Cosa significa? Che si studia anche la grammatica, certo, ma qual è lo scopo del conoscere l’inglese a livello aziendale? Poter comunicare.

Quindi in primis bisogna eliminare vergogna, timidezza, imbarazzo, poi sviluppare quelle abilità che ci permettono di essere flessibili nella nostra comunicazione per renderla efficace e nel frattempo si perfeziona la grammatica per essere anche più corretti possibile. Per questo i miei corsi mirano a creare un ambiente accogliente, privo di giudizio e rilassato che permette di avere la mente libera per l’apprendimento della lingua.

Sono italiana, poliglotta e insegnante di lingue a Bergamo, oltre che traduttrice.

Oltre a una buona memoria, nell’apprendimento delle lingue serve la logica e io insegno sfruttando tanti trucchetti interessanti che non si dimenticheranno più.